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I sovracanoni - Le origini La storia del Consorzio BIM Adige di Trento, così come quella di tutti i Consorzi italiani che aderiscono alla Federbim, è la storia del sovracanone.
Una storia che nasce nel momento in cui la montagna si vede improvvisamente privare di uno dei suoi beni più preziosi, l'acqua, per la produzione di energia elettrica e capisce che non avrebbe potuto rimanere passiva, con il rischio di vedersi ancora confinata in una condizione di miseria e di isolamento.
La prima centrale elettrica a carrattere industriale, promossa e costruita dalla società Edison, entrò in funzione a Milano nel 1883 con una potenza installata di 400 Kw.
Già allora si poneva il problema dello sfruttamento delle forze idrauliche per la produzione di energia elettrica, e con esso naturalmente quello delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche.
Fu la legge n. 2644 del 10 agosto 1884 ad introdurre la prima normativa, per altro rivelatasi insufficiente.
La materia venne regolata successivamente dal nuovo Testo Unico sulle acque e sugli impianti idroelettrici, approvato con il Regio Decreto dell'11 dicembre 1933 n. 1775, in vigore dal 23 gennaio 1934 praticamente fino al 1954.
Un periodo lungo e controverso: gli articoli 52 e 53 del Testo Unico consentivano alle società idroelettriche di sfruttare esclusivamente, e spesso brutalmente, a loro vantaggio, la costruzione dei nuovi impianti, e di creare conseguentemente delle situazioni intollerabili per la gente di montagna.
Soltanto il 2% dei Comuni poteva avere un qualche beneficio concreto, mentre tutti i Comuni dovevano costruirsi in proprio gli allacciamenti alle centrali e le linee di trasporto dell'energia elettrica, affrontando costi insostenibili.
Senza dimenticare gli effetti negativi su un patrimonio silvo-pastorale, al quale la vita di montagna e l'economia di quell'epoca erano strettamente legate.
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La legge 27 dicembre 1953 n. 959 E' la ormai famosa 959 primo punto fermo nella lunga storia dei sovracanoni, con il quale, oltre a riconoscere il fondamentale principio che sancisce l'indennizzo del danno oggettivo apportato all'economia montana, viene stabilita la sostituzione degli oneri previsti dall'art. 52 del Testo Unico (quota di energia prodotta) con un sovracanone annuo di 1.300 lire al kw, rapportato alla potenza nominale media risultante all'atto della concessione.
Il sovracanone viene applicato a carico degli impianti le cui opere di presa sono situate, in tutto o in parte, all'interno del perimetro di un "Bacino Imbrifero Montano". La sua delimitazione è demandata al Ministero dei Lavori Pubblici, che si impegna a chiarire, entro un anno, il perimetro di ciascun bacino, mediante un apposito decreto.
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L'istituzione dei Consorzi In attuazione della legge n. 959, il 14 dicembre 1954, con apposito decreto ministeriale, viene delimitato il bacino imbrifero dell'Adige, il quale interessa le province di Bolzano, Trento, Verona, Vicenza e Belluno. Il decreto sarà per altro modificato sei anni dopo per arrivare al decreto 18 luglio 1969 con la riperimetrazione del bacino e l'elevazione della quota da 300 a 500 metri. Il che stava a significare che il numero dei Comuni in esso compresi era portato agli attuali 129, suddivisi in tre vallate, la Vallata dell'Adige, la Vallata dell'Avisio e la Vallata del Noce.
La prima assemblea si riunisce il 12 aprile 1956 nella sede dell'ex Consorzio dei Comuni, in Via Belenzani, presieduta dall'assessore regionale dott. Donato Turrini, con la partecipazione di 114 delegati.
Il primo provvedimento riguarda la presa d'atto della nomina dei tre presidenti eletti dalle singole Vallate, che andranno a far parte di diritto del Consiglio Direttivo.
Sono: il dott. Giovanni Franzelin di Cavalese per la Vallata dell'Avisio, l'ing. Eugenio Taddei, sindaco di Cles, per la Vallata del Noce, e l'on. Giuseppe Veronesi, sindaco di Rovereto, per la Vallata dell'Adige.
Alla stessa assemblea vengono nominati i primi consiglieri (due a vallata): il dott. Vittorio Venturi di Avio e Tullio Paissan di Terlago per la Vallate dell'Adige; il cav. Uff. Luigi Paolazzi di Faver e il dott. Simone Sommaria di Moena per la Vallata dell'Avisio; il cav. Danilo Gasperini di Malè e Pio Bottamedi di Andalo per la Vallata del Noce.
Il primo presidente, l'ing. Taddei, viene votato all'unanimità.
Tra i presidenti che si sono succeduti alla guida del Consorzio è doveroso ricordare il comm. Fabio Giacomelli, presidente per ben 27 anni (1979 - 2006), durante i quali ha dato un forte impulso alla crescita del Consorzio nella difesa e nella promozione dello sviluppo delle popolazioni montane.
Tra i risultati più incisivi ottenuti, sicuramente il Fondo di Solidarietà intercomunale nato nel 1984.
L'intuizione è ad un tempo semplice ed innovativa e fa riferimento ad un fondamentale concetto di "mutualità finanziaria", di reciproco aiuto tra i Comuni e Consorzio. In sostanza si tratta di un fondo nel quale ogni Comune si impegna a versare la quota fissa (vincolata per 5 anni) di 10 milioni di lire, remunerata con un tasso di interesse maggiorato dello 0,50% rispetto a quello corrisposto dal Tesoriere sui depositi comunali ordinari, e che poi viene utilizzato per la concessione di mutui decennali, a tasso fortemente agevolato.
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La costituzione della Federbim Nonostante l'impegno, la determinazione, la tenacia dei dirigenti dei Consorzi, il problema dei versamenti, a quasi sette anni dalla legge istitiutiva del sovracanone, è ancora in gran parte irrisolto, almeno a livello nazionale.
Nel 1960 il Tribunale Regionale delle Acque di Roma accoglie l'opposizione di 27 società idroelettriche e dichiara illeggittimi i decreti con cui il MInistero dei Lavori Pubblici aveva provveduto alla delimitazione di dieci bacini imbriferi, mettendo in pericolo due miliardi di sovracanoni. Ed è a questo punto che si fa strada l'idea di costituire una Federazione nazionale, in grado di rappresentare legalmente tutti i Consorzi nelle cause in corso presso la Magistratura.
Il 28 ottobre 1961 viene costituita a Milano, anche se ancora con carattere provvisorio, la Federazione nazionale dei Consorzi di Bacino Imbrifero Montano, che approva lo Statuto ed avvia le procedure verso la costituzione ufficiale, con una giunta guidata, in questa fase, da Gianni Oberto.
La Federbim nasce ufficialmente il 17 marzo 1962, nel corso dell'assemblea riunita a Bergamo, con la conferma di Oberto alla presidenza.
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